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Sotto il segno del gatto

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Sotto il segno del gatto
di Raffaella Vaccari



Relazione presentata nel 2000 al convegno astrologico in memoria di Lisa Morpurgo organizzato dall'associazione La Nave dei Feaci a Milano al Centro Congressi Stelline, e pubblicato sull’Eco dei Feaci la rivista edita dall’associazione 

Lo Zodiaco è lo strumento di conoscenza che ci permette di capire le leggi che governano l’universo. Esistono delle corrispondenze zodiacali fra parti anatomiche del corpo umano, punti geografici, oggetti, animali. Anche il gatto, indipendentemente dal giorno in cui nasce per temperamento, fisiologia e atteggiamento psicologico deve avere una connotazione astrologica particolare. Lo scopo di questo lavoro è di trovare tale corrispondenza.
Ciò che è stato osservato è una localizzazione del gatto nello Scorpione che sarà l’ipotesi alla base di questo lavoro. Il gatto è una mammifero della famiglia dei felidi, animali carnivori che come caratteristiche primarie hanno fra le altre aggressività, intelligenza, agilità. Il segno zodiacale da ricercare dovrà essere dunque un segno aggressivo (Marte) ma intelligente con un ritmo veloce (Mercurio). Il gatto, anche se ha subito i condizionamenti dell’addomesticamento, ha mantenuto le caratteristiche dei grandi predatori della sua famiglia. Se abbandonato può facilmente ritornare alle condizioni selvatiche. Con l’imbrunire arrivare l’impulso a cacciare. L’arte di uccidere è complessa e viene insegnata dalla madre ai cuccioli. Cacciare è una combinazione di varie abilità: impulso innato a predare (Marte), abilità acquisita nell’agguato (Mercurio), tecnica di uccisione (Plutone). L’improvviso movimento stimola l’attacco (Mercurio-Marte). Il suo ruolo primario di sterminatore di topi, uccide i topi con un morso sulla parte posteriore del collo, punto anatomico corrispondente al Toro, provocandone la morte istantanea.
Il gatto è per natura solitario ed individualista: vuol fare da sé, secondo il suo istinto; per istinto sa vivere e cacciare con i suoi soli mezzi, procurandosi, quindi il cibo da solo, magari rubandolo, ma comunque quasi mai in gruppo. L’ambiente circostante (Mercurio) è molto importante per questo animale che occupa la maggior parte della sua giornata controllando tutti gli odori del suo territorio ed eventualmente marcandolo con una serie di tracce odorose lasciate dalle sue secrezioni. Il senso dell’olfatto è usato dunque in una accezione un po’ diversa: serve soprattutto per comunicare (Mercurio). Quando i felini controllano tutti gli odori dell’ambiente circostante è come se leggessero il giornale con le ultime novità. L’odorato in generale è poco sviluppato, ma la cosa curiosa consiste nella particolare sensibilità ai composti azotati, che gli permette di avvertire subito se un alimento è rancido. La funzione dell’odorato è nei primi 10 gradi del Toro, sede del pianeta X e opposto a Plutone- ciò che emana odore. I gatti sono animali principalmente carnivori con mancanza di reazioni gustative, proprie del segno del Toro.
Il gatto domestico è un animale abitudinario che facilmente si adatta a nuove condizioni di vita purché corrispondano alle sue precedenti comodità. Difende la zona nella quale è abituato a vivere, il suo territorio, in questo senso è legato più alla casa, all’ambiente-Toro che alle persone. È opinione comune che il gatto sia affezionato più alla casa che al padrone. L’etologo Giorgio Celli, sensibile osservatore e amante dei mici, considera questa una diceria priva di fondamenti reali dovuta all’affermazione di uno zoologo molto noto della fine del 700, il conte George Louis Leclerc Buffon, che era un patito cinofilo. Nel libro “etologia della vita quotidiana” Celli scrive: “nelle case che son nuove per noi aleggia quando fa scuro una sottile tristezza, (..) ma in barba al conte Buffon, il ron-ron sincopato del gattone mi rassicurava che almeno lui, nella casa nuova, ma con il vecchio padrone, era un nomade felice”. Nel suo tema natale troviamo il Sole Cancro leso da Marte ma riscattato da Plutone e uno stimolato Giove in Scorpione.

Il gatto è un animale curioso (è una caratteristica mercuriale). La sua innata curiosità lo spinge ad esplorare luoghi diversi (casa 8°) il mondo che lo circonda (Mercurio): spesso si infila in scantinati, nei buchi, negli angoli bui e nascosti (siti cari allo Scorpione). Tutti luoghi che implicano affrontare anche dei pericoli; spesso, infatti, rischia di cadere o ferirsi e non è raro che l’animale ritorni dalle sue escursioni un po’ malridotto, con qualche arto slogato o al peggio rotto. Su questo tema esiste anche un modo di dire molto eloquente: La curiosità uccide il gatto (curiosity kills the cat) che ci riporta a caratteristiche scorpioniche (curiosità estrema-morte).
Alcuni psichiatri hanno osservato che il gatto ha un innato terrore per la morte al punto che solitamente l’animale abbandona il padrone moribondo già alcuni giorni prima della dipartita e si rifiuterebbe di stargli vicino se gravemente ammalato. Il concetto della morte nello Scorpione è molto importante. L’amore per il rischio, nota caratteristica scorpionica serve per esorcizzare questa paura. Nel segno opposto, il Toro, invece la morte è vissuta in modo abbastanza sereno perché è un qualcosa di necessario per lasciare il post ai discendenti. Per lo Scorpione, invece, la morte è vissuta in modo conflittuale e drammatico. Il fascino che lo Scorpione subisce dalle situazioni anomale e di pericolo è espresso nel modo di dire “prendersi una gatta da pelare” che significa accollarsi un fastidio senza esserne obbligati a ricavarne qualcosa, oppure “finire in bocca al gatto” come il topo che corre continuamente un rischio che comporta una fine prevedibile. Un altro modo di dire che ha come protagonista il gatto e che esprime caratteristiche scorpioniche è “avere 7 spiriti come i gatti” che pone l’attenzione alla sua facilità di adattarsi ai disagi (caduta di Giove), alla forza di riuscire a risalire dalla rovina, e di scampare brutti incidenti come lo Scorpione che adora calarsi in situazioni disperate per poi risolverle. Marte e Mercurio conferiscono questo bisogno di sfidare rischi calcolati.
Lo Scorpione ha l’innata capacità di comprendere gli aspetti nascosti della natura umana; notevoli sono gli aneddoti e le credenze sulla sensibilità dei gatti che riescono a capire istintivamente se una persona li detesta o no. E’ un animale intelligente con una notevole memoria, anche per i torti subiti: la”memoria rancorosa” che non perdona è un’altra caratteristica dello Scorpione.
In egiziano antico il nome gatto corrisponde alla parola “MAU” che letteralmente significa “vedere” e che ci riporta all’asse Toro-Scorpione. Però il vedere del gatto è un “vedere” esoterico: infatti nell’antico Egitto vi erano persone designate a leggere il futuro negli occhi dei gatti come se fossero degli oracoli. Molto interessante è l’analisi degli occhi del gatto: la sua pupilla diaframmatica gli conferisce uno sguardo inquietante e misterioso che gli permette di vedere bene di notte e anche con scarsa luminosità. Gli occhi del gatto catturano e riflettono la luce. Sono molte le credenze sugli occhi del gatto come strumento per conoscere il futuro o per esplorare altri mondi. Anche i Britanni credevano che fissando intensamente negli occhi un gatto si potesse guardare nell’aldilà. Peri Fenici il gatto era messaggero (Mercurio) di morte (Plutone) in caricato di trasportare i defunti nell’altro mondo. Il Sole B esaltato in Scorpione nasconde infatti il segreto di un’altra vita (il sistema B) che si potrà raggiungere solo dopo la morte che è necessaria perché porta alla resurrezione (nel Sistema B).
Lo Scorpione è sempre stato accostato al nascosto, all’occulto, al diavolo e all’inferno. Nell’Arabia pre-islamica i demoni del deserto, i Ghul, erano immaginati con teste di gatto. Il culto più interessante che riguarda il gatto lo ritroviamo nell’ordine dei mendicanti nord-africani degli Heddawa. Secondo Lisa Morpurgo i paesi semitici e arabi sono di matrice scorpionica.
In Egitto nel 1600 a.C. i gatti erano sacri, in onore della dea Bastet che viene raffigurata sotto le sembianze di un gatto. Bastet era la dea del piacere, amica delle danze e dell’amore. L’amore quello fisico, l’erotismo di tipo virile è una caratteristica importante dello Scorpione, che è assieme al Toro, il segno più sensuale dello Zodiaco. Anche i gatti vivono per il sesso. Le femmine si accoppiano 3-4 volte l’anno, i maschi possono accoppiarsi diverse volte in un giorno. L’atto sessuale è aggressivo: il maschio afferra con i denti la base del collo della femmina che così si immobilizza. Per il gatto la castrazione costituisce una vera e propria crudeltà mentre la sterilizzazione per la femmina è un po’ meno penosa. Privati del sesso sono soggetti a traumi psicologici o fisiologici. I gatti castrati diventano grassi e pigri, quindi la supposta pigrizia del gatto riguarda solo i gatti castrati.
In Grecia si credeva che il gatto fosse stato creato da Artemide. Artemide non rappresentava una donna come altre: è una cacciatrice dai tratti mascolini che evitava le compagnie maschili; e anche conosciuta con il nome di Ecate (la dea degli inferi - Plutone) e Diana (la dea selvaggia della caccia – Marte); è la dea delle foreste e degli animali selvatici, sorella di Apollo. Artemide e Apollo erano fratelli gemelli e ambedue associati alla morte (casa 8°): Apollo era ritenuto causa della morte improvvisa degli uomini e Artemide di quella delle donne. Artemide aveva una natura spietata, associata alla vita selvaggia, era considerata una dea pericolosa. In un mito romano Diana-Artemide assume la forma di un gatto.
Nella mitologia germanica esistono due figure simili a quelle greche di Artemide e di Apollo. Freya la dea della giovinezza e dell’amore sensuale era la sorella gemella di Frey. Era sessualmente promiscua con gli dei anche se sposata. Il suo carro veniva trainato da gatti. Come simbolo della sua religione aveva il gatto nero ed i suoi riti pagani erano di impronta orgiastica. La chiesa ebbe una durissima reazione a questa religione e bollò il gatto come compagno delle streghe. La parola tedesca “Ketzen” significa eretico e deriva da “Katze”, gatto. Si bruciavano al rogo, quindi, oltre alle streghe anche i gatti. Il Papa Innocenzo III mise i gatti al bando facendo anche arrestare chi ne possedeva uno. Sempre sul tema Giove-occhi è molto interessante la leggenda sulla sua nascita. Ne esistono diverse versioni, ebraica, islamica, egiziana del periodo dei Faraoni, che però sono sostanzialmente simili. La versione ebraica è ambientata nel periodo del diluvio universale. Tra i tanti animali che erano sull’arca vi si erano infiltrati anche diversi topi che molto voracemente stavano mangiando tutte le scarse scorte di cibo. Per liberarsi dagli intrusi, Noè disperato cercava aiuto dagli altri felini come leoni e tigri, ma invano. Mentre già si stava rassegnando al fatto che in poco tempo sarebbe rimasto senza cibo, sconsolato, guardava negli occhi una leonessa che non era riuscita ad acciuffare i veloci ratti, quando con un lampo di solidarietà essa partorì dagli occhi il piccolo felino capace di divorare i famelici roditori: il gatto. La nascita del gatto dagli occhi del leone riporta all’asse Scorpione-Toro. Nella tradizione islamica, invece, il gatto nasce sempre nell’arca di Noè ma dallo starnuto di una leonessa.
Un altro argomento da approfondire è quello sulle streghe. Le streghe rappresentavano donne che non volevano piegarsi alle regole patriarcali e che avevano la facoltà di guarire con le erbe; donne diverse, matriarcali, cosignificanti con il segno del Toro. I gatti erano da loro custoditi e ben nutriti perché il cervello, gli occhi e le parti grasse erano ingredienti importanti per i filtri che loro creavano. Il gatto non era solo un ospite d’onore al sabba delle streghe, ma molto spesso costituiva l’ingrediente principale delle loro pozioni: non era l’alter ego delle streghe, ma del diavolo (Scorpione) il quale secondo la tradizione ne faceva uso nei riti di magia nera e ne poteva assumere le sembianze. Le usanze e tradizioni che riguardano i gatti sono moltissime: nel Medioevo gli scozzesi tenevano in casa un gatto nero come portatore di fortuna ed avevano terrore del gatto bianco portatore di malattie e sofferenze. L’ingresso in casa di un gatto era festeggiato con riti pieni di riconoscenza per il bene che avrebbe portato ai famigliari. Fino al secolo scorso in Danimarca se ne murava uno vivo nella casa in costruzione perché “guardasse” sempre la dimora (di nuovo l’asse Scorpione-Toro). In alcune regioni della Germania e della Francia lo spirito del grano era rappresentato dal gatto e alla fine del raccolto dopo varie cerimonie veniva spesso sacrificato. Mangiare il cervello di un gatto nero poteva resuscitare l’amore di qualcuno, rafforzare il potere sessuale (Plutone) e ridare la vista (Giove). Nell’Europa medievale durante il solstizio d’estate i gatti erano gettati nel falò di San Giovanni.
Il gatto dorme fino a circa 18 ore al giorno, ma non tutte di seguito sono la somma di pochi minuti per volta; è una specie di continuo dormiveglia. Riposa, infatti, lasciando un occhio “semi-aperto” perché il nemico può sempre arrivare. Questo atteggiamento da sentinella è in analogia a valori espressi da pianeti Mercurio e Marte e comporta un atteggiamento sempre vigile (Mercurio) e pronto a scattare (Marte). Sul dormire del gatto vi è anche un modo di dire molto eloquente: dormire con un occhio solo come i l gatto. Sonnecchiare così tanto però non è pigrizia, ma un modo intelligente di non sprecare energie. Riguardo al posto dove dorme non si può parlare di cuccia, come per il cane: è sempre lui a scegliere “l’albergo”, in analogia alla casa 8°, dove pernottare.
Sempre per quanto riguarda Marte-aggressività, gli artigli per il gatto sono uno strumento sia di difesa che di offesa, molto importante al punto che non bisognerebbe mai tagliarglieli perché potrebbe subire degli shock psicologici. Inoltre “fare le unghie” è un altro modo di marcare il territorio. Bisogna considerare poi l’uso sensuale che il felino esprime con gli artigli (Marte-Plutone) quando gioca. Zampettare sul corpo del padrone e fare le fusa è come ritornare all’infanzia, quando lo stresso movimento sul ventre della madre stimolava il flusso del latte. Il gatto domestico è come un cucciolo mai cresciuto.
Lo Scorpione è sempre stato considerato “colui che trama nell’ombra” e che, riuscendo con facilità a cogliere il alto debole degli altri, non riesce a non usarlo a suo vantaggio. Riesce quindi, per estensione a sfruttare l’ingenuità altrui. Il Plutone scorpionico inoltre pone l’accento sul gusto della menzogna, dell’intrigo, della sfida al rischio. Vi sono diversi modi di dire su questo tema: “essere come il gatto e la volpe” riferito a due individui che si spalleggiano pere truffare il prossimo, “comprare il lardo dal gatto” chiedere cioè qualcosa alla persona sbagliata, “essere più ladro del gatto” oppure “fare il gattone” cioè fare il furbo così come “far la gatta morta” di chi fa finta di non capire, “comprare la gatta nel sacco” riguardo a degli acquisti incauti. Quest’ultimo modo di dire esiste anche in diverse lingue quali tedesco, francese e spagnolo. Attività tipiche scorpioniche che esprimono questo gusto notevole nel calarsi in situazioni contorte per sfidare i rischi sono lo spionaggio, l’alta finanza e la malavita: nei paesi orientali il tatuaggio raffigurante un gatto era quello che si imprimevano i ladri.
Lo Scorpione ignora la schizzinosità e si adatta facilmente alla sporcizia. Anche su queste caratteristiche vi sono vari modi di dire riferiti al gatto: “lavarsi come un gatto”, “aver paura dell’acqua come i gatti” o “essere il gatto di casa” avare cioè il nero alle unghie delle mani. Sembra invece che i gatti passino la maggior parte del loro tempo a pulirsi leccandosi il pelo. Questo continuo riassettare e pulire il pelo serve oltre che a ripristinare il proprio odore a rendere sempre efficiente la funzione di isolamento termico propria della pelliccia del felino. Il gatto non ubbidisce agli ordini ed è quasi impossibile addestrarlo (lo Scorpione è al quadrato del Leone-educazione). Unico modo valido per educarlo è nello sgridarlo o fare forti schiamazzi dato che è molto sensibile ai rumori (Mercurio): invece usargli violenza non ottiene alcun risultato (Marte in domicilio).
L’allergia al gatto è dovuta a causa di una sostanza che secerne il gatto dalla saliva ed è distribuita sul pelo. Le persone allergiche a questa sostanza, chiamata dander, soffrono di irritazione delle mucose nasali, di quelle congiuntivali e della faringe. Spesso gli allergici sono soggetti anche ad attacchi asmatici. L’allergia colpisce dunque principalmente le zone anatomiche governate dal Toro e da Mercurio-bronchi.

Un tema natale interessante da analizzare è quello della famosa scrittrice francese Colette. Gli animali vengono ritratti nei suoi racconti con sensibilità; ad essi la scrittrice attribuisce pensieri, sentimenti, reazioni umane. Tema comune nei suoi scritti è il rapporto di coppia in cui la comunicazione è difficile o impossibile: e nella descrizione non esita a porre uomini ed animali sullo stesso piano. Ne è un chiaro esempio il romanzo scritto in gioventù “7 dialoghi di bestie” in cui espone i diversi punti di vista che si scambiano un cane e un gatto. Una gatta è anche la protagonista silenziosa della sua opera migliore “La chatte” racconto sull’amore e la gelosia, in cui una micia diventa il pomo della discordia fra una coppia di giovani sposi, forse ad esemplificare la minaccia costituita dal Marte in Scorpione leso in casa 2°. Le lesioni di Marte con Sole e Urano rendono la figura maschile mediocre e deludente, mentre Plutone trigono a Saturno e Mercurio fanno percepire una realtà alternativa (forse quella del gatto?)

I felini non sono stati solo fonte di ispirazione per racconti e poesie ma anche per composizioni musicali. Domenico Scarlatti fu un compositore e clavicembalista molto noto nel 700. Fra le tante opere che scrisse vi è una sonata per clavicembalo dal titolo “Fuga del gatto” definita da Liszt un “capolavoro originale e mirabile”. Sembra che il compositore per scrivere questa sonata si sia ispirato ad una discreta e musicabilissima passeggiata del suo gatto sulla tastiera. Nel tema possiamo vedere uno stimolato Sole in Scorpione abbinato ai “Signori della fuga” Giove e Nettuno.

L’ultimo tema è quello di una “collezionista di gatti”: ne possiede 7 che vivono in casa con lei oltre ad un centinaio riprodotti in fotografie e dipinti appesi per casa. Ultimamente si è fatta persino tatuare su una spalla l’immagine di un gatto. In questo tema lo Scorpione è molto importante. I valori Scorpione sono recuperati dal sestile di Plutone ed Urano in Vergine. Con Mercurio quadrato a Saturno in casa quinta il soggetto non possiede dunque solo animali vivi, ma anche idealizzati (Nettuno in Scorpione) ed immobilizzati (Mercurio leso in Scorpione). La sovrabbondanza poi insaziabile di gatti vivi o riprodotti è senz’altro data dall’opposizione di Giove in Toro.



Da quanto osservato possiamo, forse, alla fine confermare la localizzazione astrologica del gatto nello Scorpione.










Bibliografia
la natura dei segni – Lisa Morpurgo
Il convitato di pietra – Lisa Morpurgo
Enciclopedia delle religioni: il pensiero, concezioni e simboli – Annemarie Schimmel
Sono un gatto anch’io – Giorgio Celli
Bestiario postmoderno – Giorgio Celli
Etologia della vita quotidiana - Giorgio Celli
La Gatta – Colette Sidonie
7 dialoghi di bestie – Colette Sidonie
Il nostro gatto – Bruno Cerdonio
Sul gatto, cenni fisiologici e morali – Giovanni Rajberti
Un amico che miagola – Giorgio Cacciari
I segreti del gatto – Sara Ford

 
 
 
 
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