Da Mercurio alla Luna, dai media ai sogni - il convitato di pietra

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Da Mercurio alla Luna, dai media ai sogni

articoli
 
DA MERCURIO ALLA LUNA
dai media ai sogni
di Gabriele Silvagni





Relazione presentata nel settembre 2002 al congresso de La Nave dei Feaci in ricordo di Lisa Morpurgo

Premesso che l’azione del Tempo, consumando la spirale composta dagli stessi elementi che ne determinano l’inizio, percorre a ritroso ere contraddistinte dalla simbologia dei corpi celesti, passando dai lenti ai rapidi, come già ipotizzato da L. Morpurgo nel’”Introduzione all’astrologia”, torno ad esaminare argomenti che ritengo connessi all’ avvenuto passaggio tra l’era di Mercurio e quella della Luna.
Dall'era di Mercurio a quella della Luna, passiamo dai media ai sogni, ma anche da un ambito di lucidità e riflessione intellettuale ad un altro più impulsivo ed istintivo. Infatti, da alcuni anni, assistiamo alla preponderanza di infantilismo e fattori emotivi, con un susseguirsi drammatico di immagini di eventi reali o virtuali, dove ognuno pare in preda alla frenesia: liti e accapigliamenti all'ordine del giorno, e come immagini simbolo le invocazioni della Milo per il figlio o il politico tedesco che si suicida sparandosi in bocca davanti alle telecamere.
Un pot-pourri ad alta emotività che forse serve anche ad addestrare i nostri nervi di fronte alle sempre più frequenti catastrofi e tragedie.
Le cause e gli effetti si sovrappongono: di certo la odierna diffusione delle informazioni, con la conseguente maggiore facilità di trovare elementi emotivamente coinvolgenti, ha un suo peso, ma si evidenzia anche una maggiore fragilità degli esseri umani, forse resi più irritabili - come confermano gli psicopatologi - man mano che si riduce lo spazio disponibile.
Oppure, aggiungerei, per inconscia deduzione di una scadenza dei tempi.
L'arrivo dell'età della Luna, con il suo sostituirsi a quella di Mercurio, "sfumandola", mi spinge ad alcune riflessioni.
Premesso che, nel sogno, i sensi udito e vista costituiscono secondo me i canali portanti o perlomeno il nostro cervello traduce in immagini e suoni gli stimoli onirici, mentre l’olfatto, il tatto ed il gusto non mi sembrano imprescindibili in tal senso, cioè si può anche sognare di toccare qualcosa, di sentire odori o sapori, ma non necessariamente, poiché il sogno rimane essenzialmente costituito da immagini e suoni, che si attivano nella nostra vita onirica, al di fuori della volontà del dormiente, in una specie di rappresentazione virtuale.
La fruizione degli stimoli audio-visivi costituiti da suoni ed immagini (e quindi perlopiù sotto forma di musica e film), grazie alle attuali tecnologie è oramai universalmente diffusa senza vincoli spazio-temporali. E' possibile a tutti, ad esempio, vedere un film o ascoltare una musica, che un tempo erano rappresentati esclusivamente al cinema o alla sala concerti, praticamente dovunque ed in qualsiasi momento.
Si è infatti passati alla trasmissione del film o della musica in TV o per radio, quindi su audio e videocassette, acquistate, noleggiate o registrate previa programmazione anche in nostra assenza, poi la diffusione anche sul PC (personal computer), ed oggi siamo alla riproduzione estremamente perfetta su DVD (il cui supporto rotondo ed argentato richiama evidenti caratteristiche lunari, Luna-memoria).
Considerata la fondamentale importanza assunta, nella simbologia lunare di sogno, dal veicolare le immagini ed i suoni, ritengo che la tendenza finale della fruizione audio-visiva sia quella di poter ricreare, per ognuno, il proprio immaginario personale, in una manifesta reiterazione della funzione onirica.
E' curiosa ed illuminante l'intuizione del regista tedesco Wim Wenders che, nel film "Until the end of the world" (1991), ipotizza una apparecchiatura capace di catturare e riproiettare le immagini dei sogni, che veniva utilizzata poi per ridare la vista ai ciechi.
Evidentemente l'età di Mercurio ha prodotto uno sviluppo ed una affermazione globalizzante dei mass-media, mezzi di comunicazione quantomai di massa, che come tali coinvolgono ed influenzano tutti (e, quale propaggine finale della funzione mercuriale, vediamo ed ascoltiamo ognuno munito della propria icona-telefonino).
Ora avanzo l'ipotesi che l'età della Luna - grazie all'esasperante progresso tecnologico dell'opposto Urano - potrebbe portarci alla costruzione di una specie di personale singolo media, frantumando da un lato l'universalità dei media ufficiali e permettendo dall'altro la raffigurazione degli aspetti più interiori della nostra identità, che una volta manifestati all'esterno tenderanno facilmente a esprimere i lati direttamente legati al puro istintivo e privi di controllo razionale, suscitando a loro volta una reazione a catena sempre imperniata sull'emotività.
Cito a questo punto la attuale fenomenologia delle trasmissioni del "Grande Fratello", in quanto, tralasciando gli aspetti voyeristici, di costume o di esibizionistica mondanità, prevedibili e tutto sommato banali, mi è parso importante un dettaglio, e cioè che la fase di massimo coinvolgimento emotivo per ciascun partecipante era evidenziata dal momento in cui questi - appena rientrato nella "normalità" - rivedeva la sintesi filmata delle immagini imperniate su di sé, spesso montate al rallentatore ed enfatizzate da una bella musica di accompagnamento, un po' come accade nei nostri sogni più radiosi. Secondo me, tale momento risultava come una esplicita conferma di essere assurto alla popolarità (perlomeno quella dei personaggi noti per essere noti), ma soprattutto ricalcava nelle modalità "l'essere entrato in un sogno collettivo", che forse è proprio la radice costitutiva della popolarità stessa. E non esiterei a vedere, in tale ambita meta, una specie di inconscia promessa di eternità, che di fatto è più il trionfo di un infantilismo sfrenato (successo privo di capacità, di realistica costruzione, ecc.).
Anche la comunicazione scritta - al pari del telefonino - si svincola oggi dalla materialità e giunge in tempo reale, tramite e_mail e messaggi SMS, ad una potenziale simultanea universalità comunicativa.
Da un punto di vista tecnico si può notare come il settore del video continui a seguire una linea evolutiva analoga al mondo audio, sebbene più lentamente per la intrinseca maggior "pesantezza" di Giove-immagine rispetto a Mercurio-suono. Nel campo dell'audio si è passati dalla musica prodotta nella sala concerto ai grammofoni, ai dischi su vinile, ai compact-disc, al formato digitale MP3 prelevato da Internet, con la possibilità di trasportare ovunque (e sempre con più leggerezza) incisioni musicali di assoluta fedeltà nella riproduzione, fino a giungere ad una paradossale maggiore "pulizia" del suono rispetto all'originale.
Nel mondo del video si è ora passati dalle immagini del cinematografo ad una specie di videoriproduzione "a la carte", fruibile praticamente dovunque (in stanza d'albergo, come in spiaggia, ecc.), sebbene forse con minore patos.
Quantitativamente, si è passati dalla TV di stato alle migliaia di canali televisivi offerti dalla parabola satellitare , nonché all'uso del PC ed alle sue innumerevoli possibilità, connessione ad Internet, ecc.
Il linguaggio degli addetti ai lavori tende ad enucleare due distinte "filosofie" nell'accesso ai media legati all'immagine, fondamentalmente all'antitesi fra loro:
- il media ad azione PUSH (ingl. "spingere"), cioè la TV che inoltra sullo schermo dell'utente contenuti prefabbricati;
- il media ad azione PULL (ingl. "tirare"), come il PC o le play station, che permettono a chi li usa di estrarre un contenuto selezionato sul momento dal singolo fruitore.
Qui troviamo una curiosa analogia dei termini PUSH e PULL con una delle caratteristiche basilari descritte negli Zodiaci, in base a cui i luminari di ogni sistema esercitano un'azione di propulsione che viene definita di spinta (la stella) e di trazione o trascinamento (il satellite).
Questa coincidenza terminologica mi sembra significativa e in definitiva potrebbe anche rappresentare come i media legati all'immagine tendano forse a mimare l'asse portante planetario in base a cui prendono forma la personalità e l'identità, e si improntano poi i condizionamenti.
I media PUSH, destinati allo spettatore "passivo" e forse più riflessivo, presuppongono una influenza esercitata a priori da parte di un referente che si configura nell'autorità Saturno-potere, che censura o ammette le immagini alla visione pubblica, mentre i media PULL, destinati allo spettatore "attivo" e forse più impulsivo, hanno come referente il solo strumento tecnico Urano, senza grandi possibilità censorie (comunque aggirabili dagli hackers).
Anche le modalità di postura nella fruizione dei due tipi di media sembrano piuttosto indicative: posizione rilassata davanti o nei pressi della TV, oppure rigida a ridosso del PC verso il quale la propensione è prevalente da parte di soggetti più acculturati tecnologicamente, più giovani e abbienti, ed a maggioranza maschile.
In ogni caso si vengono a creare combinazioni mediatiche composite, ove l'accumulo di stimoli visivi produce una saturazione, un principio di entropia, cioè un rintronamento, talvolta anche delle crisi epilettiche o di alienazione per l'abuso.
Le due tendenze saranno forse destinate, con il perfezionamento industriale, a convergere o a incrociarsi, cioè si potrà vedere la TV sul PC oppure accedere ad Internet in TV, ma comunque le due pulsioni che ne stanno alla base, determinando un'utente passivo o attivo, sono fondamentalmente complementari e divergenti, come 2 parti della stessa mela.
Nel primo caso lo spettatore si sorbisce ciò che gli dà la TV, nell'altro caso diventa uno spettatore/attore che ricerca sul PC o in rete ciò che preferisce (gioco, compagnia, curiosità, conoscenza).
Il primo atteggiamento mostra una lunarità temperamentale di base, un po' il poppante pescino che accoglie ciò che gli viene dato, magari anche con lucida percezione cancerina, o con avida necessità sagittariana di spaziare in numerosi canali esteri satellitari.
Nel secondo atteggiamento si riconoscono inquietudini mercuriali, con esplorazioni adolescenziali gemellari, o ricerche tecnico-pratiche verginee o occultamente sotterranee scorpioniche, oppure di comoda semplificazione cancerina, come visitare un museo da casa propria; ma comunque la fruizione del media rimanda ancora a sensazioni e modalità psicologiche infantili, e quindi lunari.
Lascio la parola ad un Inter-nauta: "Internet permette di avere quello che vuoi quando vuoi, così come succede nelle prime fasi della vita. Anche nelle chat si dialoga con chi ci piace per trovare comprensione e si estromettono gli altri...".
Seguendo l'ipotesi riassunta nel titolo, il progressivo allentarsi degli schemi comunicativi tradizionali consolidati nel tempo (educazione, racconti, favole, memorie), trasmessi generazionalmente dagli anziani ai bambini, e la contemporanea disponibilità di strumenti tecnologici raffinatamente disponibili a sostituire (anche perché, più o meno consapevolmente, costruiti per questo) una indebolita e oramai terrorizzata "memoria collettiva", porteranno ad una fruizione sempre più personalizzata di tali strumenti, evidenziandone in definitiva la loro natura di surrogati del sogno.
Alcuni anni fa, una nota industria multinazionale di apparecchiature audio-video pubblicizzava i suoi prodotti quali "macchine per sognare", slogan elogiativo della raffinatezza tecnica dei prodotti stessi, ma forse inconsapevolmente vicino alla realtà.
Tendiamo quindi a rivolgerci a tali "surrogati", o ad eccedere avidamente nel loro utilizzo, quando la nostra vita onirica è veicolo di messaggi negativi, oppure disturbata o impedita. Ed il surrogato, in quanto artificio costruito in analogia e sostituzione del modello, finirà comunque per ostacolare la naturalezza e la serenità dei messaggi onirici, a conferma della fondamentale (e ancora misconosciuta, perlomeno dalla massa) importanza della funzione fisiologica del sogno.
Analogamente negli ultimi anni, oltre al proliferare di trasmissioni TV durante tutta la notte, si sono affermati comportamenti sociali, troppo duraturi per essere una semplice moda, che tendono a negare sempre di più il sonno, perchè si esce alla sera tardi, si sta fuori tutta la notte, ecc.
Naturalmente ogni spettatore/sognatore tenderà inevitabilmente a privilegiare le immagini istintivamente ideali con la visione di ciò che preferisce, in quanto a lui affine, come del resto è stato sempre riscontrato negli studi sui sogni comparati ai temi natali ed ai transiti di chi li fa.
Semplificando, con forti valori Bilancia, si apprezzeranno scene ambientate in aule di Tribunali oppure con analoghi valori Pesci ambientazioni in carcere, in ospedale e così via. Oppure chi ha cessato di mangiare carne, potrà ricercare ed apprezzare scene di vampiri (situazione realmente vissuta da una persona me vicina).
In un rapido futuro si tenderà quindi a proiettare immagini (e saremo forse, alla stregua degli attuali telefonini, ognuno dotato di una mini-parabolina) di disastri, film o talk-show, oppure di sport, erotismo o proteste di piazza, magari reali ma allo stesso tempo rese fittizie dalla loro sovrabbondanza.
Così ognuno potrà raffigurare il proprio tessuto onirico, con logica e spettacolare preponderanza (e suscitamento) dei fattori emozionali, in quanto sono proprio questi ultimi gli elementi che costituiscono la nervatura del sogno, un po' alla maniera delle immagini o delle parole-chiave della psicoanalisi o dell'ipnosi, oppure dei links e dei collegamenti iper-testuali su Internet.
Quale programma TV simbolo dell'epoca, ricorderei "Blob", che riassume disordinatamente gli impulsi del reale virtualizzandolo, senza necessità di evocare significati oramai superati dall'impellenza del presente; il programma convoglia le immagini in un artificio para-fantastico, in una marmellata spalmabile sul mondo o sulle nostre menti, che è un po riepilogo ed epilogo.
 
 
 
 
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