Il Calice e la spada - il convitato di pietra

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Il Calice e la spada

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IL CALICE E LA SPADA
Lo Zodiaco A Femminile e lo Zodiaco A Maschile alla luce della “Teoria della trasformazione culturale” proposta da Riane Eisler
di Raffaella Vaccari



“Una polarità si trasforma e si arricchisce proprio grazie alle connessioni e alle comunicazioni che intercorrono con l’altra polarità” Mauro Ceruti

soltanto attraverso l’opposto possiamo afferrare i contorni di una qualsiasi realtà (for there is no quality in this world that is not what it is merely by contrast) - Hermann Melville, Moby Dick cap. IX

Vorrei iniziare la mia presentazione allo stesso modo in cui feci al convegno del 2010 di Milano facendovi osservare un dipinto. Ecco “Madonna con Bambino” di Raffaello Sanzio. Solitamente ci si sofferma da 3 ai 4 secondi ad osservare un dipinto che non ci colpisce particolarmente ad una mostra. Vi propongo di osservare questo dipinto 10 secondi. Un tempo lunghissimo. Dopo copritelo con un foglio.



Qualcuno di voi sa dirmi cosa c’è rappresentato nello sfondo?
Sullo sfondo vi sono un muretto con un cespuglio, una stradina, un laghetto contornato da alberi, una chiesa su di una collina, dei monti in lontananza.
Fra le scienze cognitive, la Scuola Operativa Italiana afferma che la visione con cui siamo abituati ad osservare il mondo è una visione puramente descrittiva in cui la predominanza dell’attenzione è rivolta al primo piano a discapito dello sfondo.[Negli anni ’40 dall’incontro di Silvio Ceccato, Vittorio Somenzi e Giuseppe Vaccarino nacque la Scuola Operativa Italiana che coinvolse studiosi di varia provenienza disciplinare, italiani e stranieri, intorno al tentativo di modellizzare l’attività mentale ed i rapporti fra questa e il linguaggio. Il principio fondamentale della tecnica operativa consiste nel considerare ogni contenuto mentale (percezioni, immagini mentali, concetti, pensieri, parole, etc.) come risultato di operazioni, perciò la spiegazione di un contenuto mentale consisterà nel descrivere le operazioni di cui esso è risultato, cioè nel farsi consapevoli delle proprie operazioni, ciò che Ceccato ha chiamato consapevolezza operativa. Dal sito: www.costruttivismoedidattica.it]

  

visione denotativa/descrittiva                visione estetica


È una visione assolutamente necessaria nella vita quotidiana. Ci permette di vedere gli ostacoli e soprattutto di capire se la figura che si staglia di fronte a noi potrebbe essere un nemico. L’idea che l’altro sia un nemico è tipica dell’Ariete e della dialettica legata al nostro ciclo di vita chiamato patriarcale [Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990]. 
La visione alternativa, quella in cui la stessa attenzione rivolta al primo piano è rivolta anche allo sfondo è una visione acquisita culturalmente, fondamentale quando si osserva un’opera d’arte.

Osservare tutto l’insieme contemporaneamente e porre gli elementi sullo stesso piano viene chiamata “Visione Estetica” e astrologicamente, questo modo di osservare, sembra legato alla Bilancia e alla dialettica Io-gli altri. Gli artisti lo acquisiscono con la pratica dato che è indispensabile nella costruzione di un dipinto, in cui tutte le parti messe in gioco devono avere lo stesso peso, pena la costruzione non validamente estetica dello stesso. L’arte dialetticamente legata alla Bilancia fa vivere gli artisti in questo mondo di confine, fra un sistema e l’altro.
La visione estetica si può considerare una traccia, un ricordo di un sistema di vita “altro” in cui le regole erano ben diverse.


  

Madre di Capua                                     Leonida I a Sparta

Questo lavoro vuole accennare alle due differenti strutture di pensiero, sistema patriarcale e matriarcale, esemplificati dalla storica culturale e teorica dell’evoluzione Riane Eisler con la metafora del “calice” e della “spada”, e anticipati da Lisa Morpurgo nel suo celebre libro “il Convitato di Pietra”.
Il calice esprime secondo la Eisler la convivialità generatrice mentre la spada la forza prevaricatrice, la gerarchia di dominio.
Negli anni 70 Lisa Morpurgo aveva definito il nostro ciclo di vita “patriarcale” ipotizzandone uno opposto al nostro, di stampo matriarcale. Arrivò a questa ipotesi tramite l’analisi e la decifrazione zodiacale. Leggiamo nel Convitato di Pietra:
l’offerta della mezza mela fatta da Eva ad Adamo è un memento dell’attrazione irresistibile che si scatena tra le due metà divise e al tempo stesso un passaggio di potere dalla donna all’uomo. (..) le modalità della riproduzione umana s’impongono anche alla riproduzione planetaria.[Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 Pag 235]

Il nostro Zodiaco indica una prevalenza dell’uomo grazie all’inserimento del Sole nell’Ariete-casa prima, e Saturno, che gli si oppone, è stato dialetticamente strumentalizzato dalle strutture sociali createsi nel corso del tempo diventando l’autorità che appoggia il potere, inevitabilmente maschile. Ma non possiamo dimenticare l’inserimento di Saturno nella Bilancia, che visto alla luce della legge dell’uguale e contrario, indica già lo schema del contro – Zodiaco femminile, agganciato alla Bilancia stessa.[Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 Pag. 286]

All’epoca si pensava che una società matriarcale non fosse mai esistita sulla terra a discapito dei reperti ritrovati. Dagli studi archeologici del periodo neolitico e dei miti greci, effettuati da menti prive di preconcetti, come Maria Gimbutas e Robert Graves[ Parlando dell’iconotropia (un termine da lui coniato) Graves fa un primo esame serio e ragionato della censura misogina e indica quali elementi di una precedente religione matriarcale furono soppressi in favore dell’avanzante patriarcato. Le modificazioni o le soppressioni puntavano tutte in una sola direzione, ossia quella di cancellare ogni traccia dell’importanza delle divinità femminili affichè la supremazia delle divinità maschili fosse ritenuta, fin dall’origine dei tempi, indiscutibile. Lisa Morpurgo, Il convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 pag.248] si è arrivati ad affermare il contrario.



Marija Gimbutas, archeologa dell’Università della California, (Vilnius, 23 gennaio 1921 ore 17:00 Vilnius, Lithuania)
Archeologa e linguista innovativa e decondizionata, è stata la prima che ha avuto il coraggio di affermare a gran voce l’esistenza di una società in cui le tracce di ineguaglianze tra i sessi erano assenti. Prima di lei queste cose erano state del tutto ignorate, anzi era opinione comune che la supremazia dell’uomo sulla donna facesse parte della natura umana.
Aquario ascendente Leone nel suo tema spicca una Luna in 12° casa in Cancro che se non fosse per il trigono al grado a Eris sarebbe solo lesa e un Plutone in Cancro trigono a Urano e Marte. Questo tema è interessante perché senza l’apporto dei due candidati trans plutoniani X e Y che stiamo osservando da diverso tempo, attribuiti ai pianeti Eris e RM145451, non si spiegherebbe l’apporto fondamentale e dirompente che ha dato sia all’archeologia che alla linguistica e all’interpretazione dei miti. RM145451 è sestile ad una Venere in Pesci altrimenti solo lesa e trigono a Saturno e Giove in Vergine.



Robert Graves, saggista, poeta (24 luglio 1895 ore 4,26 Wimbledon UK).
Saggista e poeta Robert Graves ha scritto il famoso testo “I miti greci” pubblicato nel 1954 in cui analizza in modo lucido e senza pregiudizi 171 miti greci. Leone ascendente Leone con la Luna in seconda casa sempre in Leone congiunta a Marte e sestile a Saturno, presenta Eris in 9° casa in Pesci trigono a Giove in 12° casa.

Comparando i due temi, sembra che lo Zodiaco voglia dirci che per occuparsi del matriarcato ci debbano necessariamente essere stimoli importanti su Luna, X e casa 12°.

Una sorta di filtro censorio ha impedito di vedere quello che c’era prima e imposto il principio dell’autorità del padre[ “(..)il condizionamento patriarcale non fu, per così dire, spontaneo e immediato, ma richiese senza dubbio una sorta di tirocinio svoltosi in epoche imprecisabili e dunque agì oniricamente su una mentalità che patriarcale non era. In secondo luogo, dopo aver stabilito il principio dell’autorità del padre, il condizionamento continuò ad agire con un sistema di abilissimi raccordi tra i simboli fondamentali e lo sviluppo della realtà storica (analogo a quello che inserisce le esperienze quotidiane dell’individuo nel tessuto del sogno) in modo da concedere ai vari protagonisti della storia stessa la ferma illusione di pensare in modo autonomo.” Lisa Morpurgo, Il Convitato di pietra, ed. Longanesi 1990, Pag. 246]. I ricercatori hanno sempre lavorato su dati incompleti e quindi distorti dato che la storia riguardava e rappresentava solo una parte delle vicende umane con l’uomo unico protagonista. Tutto quello che riguardava le donne è stato tralasciato perché di secondaria importanza o relegato a rari trattati di settore “femministi”.
Con lo Studio olistico dell’evoluzione culturale si è proceduto tenendo presente le due metà dell’umanità, fornendo i dati mancanti. [ Jessie Bernard, the Female World, free press New York 1981, Carol Gilligan, Con voce di donna. Etica e formazione della personalità, Feltrinelli Milano 1991. Fritiof Capra, Il punto di svolta. Scienza, società e cultura emergente, Feltrinelli Milano 2003]
Numerosi sono i miti e gli scritti storici sopravvissuti fino ad ora che trattano di una divinità femminile (Ma Tsu e Kuan Yin in Cina, la dea Babilonese Tiāmat, Isthtar, Astarte e Lilith nella mezzaluna fertile, Demetra e Kore in Grecia solo per citarne alcune).

      

Kuan Yin                   Tiamat                      Demetra

Nel Tao Te Ching è scritto che un tempo si ascoltava la saggezza della madre; era il tempo in cui il principio femminile Yin non era dominato da quello maschile Yang.
Esiodo descrive una stirpe aurea che in serena tranquillità lavorava la terra prima dell’introduzione del Dio della guerra.



Kuan Yin

Vari archeologi, in primis la Gimbutas, hanno trovato reperti che avvalorano l’ipotesi dell’esistenza di una società sviluppata, dedita all’agricoltura, non bellicosa (non vi erano né armi, né immagini di battaglie) che praticava una religione avanzata con propri simboli e miti (numerosi sono i santuari ritrovati) [ J. Mellaart, the Neolithic of Near East, cit. p 275 (i numerosi santuari rilevano l’esistenza di una religione avanzata, con un suo simbolismo e una sua mitologia)( società dedite all’agricoltura cominciarono a espandersi in territori fino ad allora periferici, da una parta nelle pianure alluvionali della Mesopotamia, in Transcaucasia e Transcapia, e dall’altra nell’Europa sud orientale)].

   

Ma Tsu

“Se per civiltà intendiamo la capacità di un dato popolo di adattare il suo ambiente e di sviluppare arti, tecnologia, scrittura e relazioni sociali adeguate, è evidente che gli Antichi europei[ il termine “Antica Europa” introdotto da Marija Gimbutas indica la civiltà che comprende Europa e parte della Turchia, durò all’incirca dal 7000 al 3500 a.C., dal V al III millennio a.C. Marija Gimbutas, The Goddes and Gods of Old Europe, University of California Press, Berkekey e Los Angeles 1982 p.16] raggiunsero un alto livello di civiltà “.
“nel corso di due millenni di stabilità agricola il loro benessere materiale era costantemente aumentato grazie allo sfruttamento delle fertili valli fluviali (..) la tecnologia della ceramica e le tecniche di lavorazione dell’osso e della pietra erano avanzate, e dal 5500 a.c. venne introdotta nell’Europa centro-orientale la metallurgia del rame. Il commercio e le comunicazioni, che si erano ampliati nel corso dei millenni, devono aver prodotto una straordinaria interazione ed un impulso alla crescita culturale (..) l’uso di barche a vela è testimoniato, a partire dal sesto millennio, dalle riproduzioni incise su ceramica”
[ Marija Gimbutas, Il Linguaggio della Dea. Mito e culto della Dea madre nell’Europa neolitica Longanesi Milano 1990]

Nell’ambito della visione olistica dei sessi è stata formulata una teoria dell’evoluzione culturale in cui si celano due modelli base di società: una a modello patriarcale - dominatore e una a modello mutuale definita in modo inesatto matriarcale[ Riane Eisler, Il calice e la spada, saggi Frassinelli ed. 2006 p6].
Quando si parla di matriarcato ci si riferisce ad un sistema in cui come nel patriarcato il rapporto fra il maschile ed il femminile è in contrapposizione, e alla base della struttura sociale vi è un vincolo di dominazione e subordinazione.
Il termine “Gilanico” creato dall’unione dei termini greci maschile e femminile da Riane Eisler, esprime un sistema di vita che non implica superiorità o inferiorità, una società in cui vi è il rispetto e il riconoscimento della differenza e dell’autonomia, basata sull’uguaglianza fra uomo e donna.

         

Kore

Le scoperte archeologiche delle numerose divinità femminili nell’arte antica affiancate ai miti hanno rivelato per chi le volesse vedere, società antiche organizzate molto diversamente da oggi, società matrilineari, non violente in cui non vi era la dominazione maschile; le donne avevano invece un ruolo fondamentale nella vita sociale [“nei modelli dei templi e di altari domestici e nei resti dei templi sono ritratte donne che supervisionano la preparazione e lo svolgimento di rituali dedicati ai vari aspetti e alle diverse funzioni della Dea (..) Le creazioni più sofisticate dell’Antica Europa, i più bei vasi, le più belle sculture ecc.. ancora esistenti, erano opera di donne..” Marija Gimbutas, Early Civilization of Europe cap. 2 p72]. 
Il pensiero dominante era l’idea di un universo come madre onnidispensatrice: dal suo grembo scaturisce ogni forma di vita a cui fa ritorno con la morte per poi rinascere a nuova vita.

 

Gli archeologi sono arrivati a queste conclusioni ritrovando ad esempio nelle tombe preistoriche statuette votive di Veneri ricche di simboli del culto della Dea e conchiglie dalla chiara forma di sesso femminile poste accanto ai defunti. Spesso gli stessi venivano dipinti con dell’ocra rossa, che simboleggiava il potere vivificante del sangue mestruale, attribuendo così al rito funebre la valenza rituale di annuncio alla vita[ “ i riti funebri erano un rituale apportatore di vita, strettamente collegato alle statuette femminili e ad altri simboli del culto della Dea” E. O. James, Cult of Mother Goddes, cit. p.16].
L’uguaglianza tra le tombe maschili e femminili rivela l’assenza di uno schema gerarchico fra le persone[ “ci sono indizi di una divisione del lavoro tra i sessi, ma non di una superiorità dell’uno sull’altro. Nel cimitero 53 di Vinca non si distingueva quasi nessuna differenza tra la ricchezza degli addobbi delle tombe maschili e quelle femminili (..) Per quanto riguarda il ruolo della donna nella società, le testimonianze di Vinca suggeriscono una società ugualitaria e chiaramente non patriarcale. Lo stesso vale per la società di Varna: non riesco a cogliere alcuna gerarchizzazione in una scala di valori patriarcale maschile/femminile.” Marija Gimbutas, The Early Civilization of Europe Monograph for Indo-European Studies, cit. cap 2 pp 32-3].
La cultura degli Antichi Europei era pacifica e democratica, non vi erano indizi di capi che accentrassero le ricchezze delle comunità[ V. Gordon Childe the dawn of European Civilization Alfred Knopf New York 1958 p109]. 
A Creta sembra che l’ambizione personale fosse sconosciuta: non esistono ritrovamenti firmati dall’autore o elenchi delle gesta di un sovrano[ Nicolas. platon p148 Creta Nagel publishers ginevra ]. 
Alla base dell’Ariete, in quanto massima garanzia di sopravvivenza, vi sono principi egoistici, l’Io-Ego. Nel segno opposto l’egoismo non può essere spontaneo: per contrapposizione dialettica vi è la rinuncia ai principi egoistici.
La struttura sociale e religiosa di queste società dunque era a base comunitaria anziché gerarchica e non rivelava evidenti diseguaglianze sociali [J. Mellaart, the Neolithic of the Near Est, cit. p 100 Çatal Hüyük cit. p 225 e J. Mellaart Çatal Hüyük cap.9].
Al secondo posto dello schema zodiacale A femminile troviamo lo Scorpione. Legato allo Scorpione vi è il concetto di polis, che pone l’accento sull’importanza della comunità a dispetto del singolo[ “il benessere e la sicurezza del singolo vengono limitati da necessità comunitarie” Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 pag. 181] e di dimora precaria e transitoria[ Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 Pag, 184].




Questo secondo settore che riguarda i beni della famiglia,avvalorerebbe astrologicamente la tesi della mancanza della proprietà privata, dei beni di un ristretto clan (la famiglia).
Ci sono prove della superiorità della donna sia nella religione che nella vita ma non segni di oppressione e sottomissione dell’uomo da parte della donna dato che vi erano sia sacerdoti che sacerdotesse, a differenza delle religioni patriarcali monoteiste della nostra epoca, in cui vi è una rigida gerarchia religiosa non facilmente accessibile alla donne[ Riane Eisler, Il calice e la spada, saggi Frassinelli ed. 2006 p 57].



Coppia divina della vegetazione
cultura Tisza 4800 4700 a.C.
Ungheria sud orientale

L’idea che presentano tutti i reperti è che il principio maschile e il principio femminile si manifestassero l’uno accanto all’altra. Dalle immagini neolitiche ritrovate di uomini e donne abbracciati, appare chiaro che si avesse la consapevolezza che ambedue i sessi fossero allo stesso modo fondamentali nella procreazione, da cui l’importanza dell’unione rispetto alla gerarchizzazione. La non subordinazione permetteva di completarsi a vicenda e raddoppiare il proprio potere. 

                  

                     Inanna                               Giove di Smirne 
                                                              250 a.C.

Tutte le prove archeologiche indicano dunque che un matriarcato, nel significato di donne che dominano gli uomini, non sia mai esistito[ “il corredo delle tombe di praticamente tutti i cimiteri che si conoscono dell’Antica Europa rivela una società ugualitaria uomo-donna.” Marija Gimbutas, The Early Civilization of Europe Monograph for Indo-European Studies ].
Una società in cui il Dio è femminile, in cui i poteri che regolano l’universo sono femminili, avrà logicamente una struttura sociale diversa da una società gerarchica in cui vi è un Padre divino che brandendo un fulmine ottiene l’obbedienza in cambio di una promessa.
Le donne non saranno considerate esseri inferiori. Però è difficile pensare che invece sia la donna a dominare l’uomo: una società di questo tipo sembra legata ad un concetto di uguaglianza che non implica necessariamente inferiorità o superiorità. Del resto dialetticamente opposta alla gerarchia vi è l’uguaglianza (asse Ariete – Bilancia).
Lisa Morpurgo l’aveva inconsciamente notato, riscontrando nei testi scritti dal Boccaccio una recrudescenza del temperamento matriarcale, in quanto era palese “un modo di pensare che esclude la lotta fra i sessi”[ Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 pag. 266].

Le gerarchie basate sulla forza e sulla minaccia (implicita o esplicita) sono tipiche nelle società dominate dai maschi, afferma la Eisler[ Riane Eisler, Il calice e la spada, saggi Frassinelli ed. 2006 nota 5 pag. 16]. Affermazione confermata astrologicamente con l’asse Ariete-Scorpione, nei segni paralleli in cui appaiono i domicili di Marte e Plutone che caratterizzano lo Zodiaco A Maschile. Nel sistema sociale che idealizzava il potere letale della spada, la virilità (Plutone) era equivalente alla violenza (Marte) e al dominio (Saturno) come dimostra anche un superficiale sguardo alla nostra storia: brutalità, oppressione e guerre ne sono le caratteristiche principali.
Per il gioco degli opposti con cui è regolato lo Zodiaco si potrebbe ipotizzare dunque che contrapposto ad uno Zodiaco maschile in cui vi è una prevaricazione dell’uomo sulla donna si opponga uno Zodiaco femminile in cui avvenga il contrario, in netta contraddizione con quello che affermano gli archeologi.



il Giudizio Universale (part.)
1443 1451
Rogier van der Weyden

Analizziamo le simbologie della Bilancia: un tipo di visione complessa e globale della vita è caratteristica dei segni femminili Toro e Bilancia, data dai pianeti Venere e X. Il Toro ha una visione più edonista data dall’esaltazione di Giove-alimentazione mentre la visione Bilancia è più logica grazie all’esaltazione di Saturno-razionalità, e conferisce la particolarità di vedere sempre l’alternativa, l’altra faccia di una situazione. L’esaltazione di Saturno, ipotizzata da Lisa Morpurgo come la stella di un sistema planetario alternativo (di un altro zodiaco) e di Nettuno in trasparenza signore delle metamorfosi, pongono l’accento sulla negazione del primato, dell’Uno patriarcale. Scrive Lisa Morpurgo nella natura dei segni: “la ragione come razionalità si traduce nella possibilità che gli Altri abbiano ragione e alla base del rapporto con il prossimo vi è un principio di equità, più che uno slancio di pietas affettiva come avviene in Toro”[ Lisa Morpurgo, La natura dei segni, ed. Longanesi 1989].
La Bilancia, il segno con cui inizia lo Zodiaco A femminile, ha insita nelle sue caratteristiche la sensibilità per i diritti altrui. L’egoismo non è una sua peculiarità: capire che esistono gli altri è il vero deterrente dell’esclusività dell’Io e si sviluppa dalla necessità di convivere con gli altri. Il modello mutuale o gilanico appare proprio un esempio in cui le relazioni sociali sono basate sull’unione e non sul predominio, e combacia come vedremo con le ipotesi della Morpurgo di “una società retta da un’illuminata giustizia e da una serena libertà sessuale”[ Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 pag. 259].
È semplice arrivare alla conclusione che il femminile sia legato alle forze che donano la vita: Venere (ricettività, amore, salute) è sempre associata a X (generosità, accoglienza, accettazione), e la Luna (femminile, infanzia, emotività) è associata a Venere.



La struttura proposta da una visione Bilancia è etico-razionale, legalitaria e vincolante. Grazie all’apporto di Venere ed X non è eccessivamente rigida e l’affettività è generosa in modo fattivo sui diritti altrui, sui principi del bene comune. Vi è sempre la ricerca di armoniosi equilibri (Venere), che si traducono nel concetto di giustizia e applicazione della stessa in modo rigoroso.
L’atteggiamento critico-dubitativo[ Quando la ragione-Saturno, alleata di Venere, comincia a farsi strada, non è più possibile retrocedere, il processo critico avanza inarrestabile, attecchisce in qualsiasi terreno Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 pag. 271] verso le regole o le imposizioni intimidatorie porta però ad una tendenza alla disobbedienza delle stesse se contraddicono i principi di giustizia, atteggiamento nettamente contrapposto alla cieca obbedienza tipica dell’Ariete[ Lisa Morpurgo, La natura dei segni, ed. Longanesi 1989 ].
La giustizia risulta quindi dalla necessità di valutare continuamente il pro e il contro di qualsiasi situazione. Il rispetto dell’altro è legato al rispetto dei diritti dell’altro che sono alla base dell’equità e dei principi etici indispensabili per tenere a bada l’aggressività egoistica.
La Bilancia diventa perciò il primo deterrente all’egopatia patriarcale. L’ascolto dell’altro è il suo imperativo, inserendo così l’elemento del dubbio, che implica un processo conoscitivo. Insinua un netto rifiuto dell’unicità, mettendo in discussione la legittimità dell’egopatia e dell’esclusivismo patriarcale[ Lisa Morpurgo, La natura dei segni, ed. Longanesi 1989]. È proprio questo dubbio che porterà a smontare il sistema patriarcale[ “Sul dubbio farà leva la pressione destinata a scardinare il sistema patriarcale e la completare l’opera del Tempo” Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, trattato di astrologia dialettica, ed. Longanesi 1990 Pag 230 ].

Nelle società preistoriche il sommo potere era quello di donare e nutrire, il potere della generazione simboleggiato dal corpo femminile: l’unico rapporto umano che esula l’inferiorità e la superiorità (persino nella società patriarcale) è il rapporto madre e figlio in cui il potere è più vicino alla responsabilità e all’amore che all’oppressione, al privilegio e alla paura. Sia gli uomini che le donne, in queste società, erano figli della Dea e anche se le donne avevano ruoli importanti, gli uomini non dovevano per forza essere considerati subalterni.[ Riane Eisler, Il calice e la spada, saggi Frassinelli ed. 2006 p 60]

      
due madri                          La madre dell'ucciso         Mater Matuta
e divinità fanciulla               da Urzulei, Nuoro            Chianciano
XIII secolo a.C.                   inizio I millennio a.C.       450 440 a.C.
Micene                                                                     foto Alinari
avorio cm. 8,1

Il concetto di potere simboleggiato dal Saturno della Bilancia, affiancato da Venere e X, riflette un potere molto diverso rispetto al Saturno del Capricorno, affiancato ad Urano e Marte, il potere di dominio sui deboli e legato alla dialettica Capricorno - Cancro[ “Nello Zodiaco matriarcale Saturno diventa Atena e assume il valore di potere” Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 pag. 287]. Si potrebbe parlare in questo caso di potere come responsabilità, la responsabilità materna che permea una società in cui la diversità non è accostata ai concetti di subordinazione. [Riane Eisler, Il calice e la spada, saggi Frassinelli ed. 2006 p 61]



   Zodiaco A Maschile                      Zodiaco A Femminile

Osservando lo Zodiaco A Femminile vediamo che la dialettica è rovesciata. Nello Zodiaco A maschile lo schema casa 1°- casa 7° è legato a Io – gli altri come nemici, perché la numerazione inizia con il primo settore in Ariete- Io.
Per leggere correttamente Lo Zodiaco A Femminile bisogna calarsi nel sistema da cui si parte, ed entrare come Alice dentro lo specchio. Il secondo schema inizia invece con il primo settore in Bilancia-gli altri, opposto al 7-Ariete - l’Io, evidenziando così il concetto contrario: non si vedrà nell’altro un nemico, ma una parte del tutto perché lo sguardo all’altro è da una pluralità e non da un singolo come avviene in Ariete. Non si parte dalla paura di perdere l’identità dettata dalla paranoia dell’Io-casa prima quale istinto primario di autoconservazione[ La paura di perdere la vita si confonde spesso con la paura di perdere la propria identità, di “finire nel nulla” perché, come abbiamo già analizzato a fondo , il diametro zodiacale corrispondente alla riproduzione per accoppiamento mette in luce sia l’inevitabilità di una decadenza sia la necessità di dimezzarsi di fronte all’Altra metà, che diventa automaticamente, grazie alla simbologia femminile della Bilancia-casa settima, la Nemica. Pag.247] ma “dal rifiuto dell’unicità e da una visione complessa e onnicomprensiva dell’esistenza”[ Lisa Morpurgo, La natura dei segni, ed. Longanesi 1989 pag.194]; si tenderà quindi ad inglobare il singolo nel gruppo.
A conferma analizziamo il concetto di aggressività quale elemento fondamentale dell’istinto di sopravvivenza legato all’Ariete[ Lisa Morpurgo, le radici psicobiologiche dei condizionamenti zodiacali – 10° Congresso di studi astrologici – Verona 1989].
L’aggressività è dunque legata alla sessualità. La sessualità maschile costituita da Plutone e Marte determina una aggressività penetrante, come è il funzionamento degli organi sessuali maschili, mentre la sessualità femminile legata a X (possesso) e Venere (ricettività) diventa un tipo di aggressività avvolgente, divorante. Nel ciclo patriarcale vi sarà il predominio violentatore del maschio, mentre nel ciclo matriarcale diventerà il predominio divorante della femmina. [ “A proposito della sessualità femminile, gli accostamenti simbolici del Toro sono quanto mai significativi: Giove è dilatazione (del ventre) ed è anche possesso (beni materiali), nonché alimentazione (ingurgitazione del cibo), il che collima con la meccanica degli organi sessuali femminili che si dilatano accogliendo il pene, lo possiedono, ne ingurgitano il seme. La traduzione psicologica di questa funzione fisiologica è già abbastanza visibile nel nostro ciclo patriarcale e sarà senza dubbio ancor più manifesta nel ciclo matriarcale. Il predominio violentatore del maschio sarà seguito dal predominio divorante della femmina.” Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, Longanesi 1990 Pag 187].



L’arte mitologica o religiosa riflette solitamente la cultura e la società di un popolo.
I temi dominanti nell’arte neolitica riguardano gli elementi naturali che apportano la vita (il sole, l’acqua, gli animali[ sono state ritrovate gigantesche teste di Toro in pietra, vasi a forma di femmina di cervo, sculture a forma di uovo, immagini di pesci, uccelli, serpenti e farfalle quali simboli di rigenerazione], le piante[ Marija Gimbutas, il linguaggio della Dea. Mito e culto della Dea madre nell’Europa neolitica Longanesi milano 1990]) o la Dea in quanto personificazione della forza suprema che governa la natura e l’universo (una donna che partorisce o una madre che culla e nutre il figlio). Fanno pensare ad una visione del mondo in cui lo scopo principale era fornire l’occorrente materiale e spirituale per condurre una vita piacevole e non alla paura della morte, della punizione per ottenere obbedienza o all’esaltazione della sofferenza e della pena; notevole è la differenza con la società contemporanea in cui l’immagine religiosa più importante è quella di un uomo morente su di una croce[ Riane Eisler, Il calice e la spada, saggi Frassinelli ed. 2006].
I popoli dell’Antica Europa utilizzavano anche una sorta di scrittura fatta di simboli universali, lo sviluppo forse di un antico modo di utilizzare l’arte quale codice di comunicazione.[ Marija Gimbutas, Early Civilization of Europe cap. 2 p72] Sembra che le idee importanti siano sempre state veicolate attraverso l’arte.
In tutta l’arte del Neolitico vi è la completa assenza di immagini di dominio maschile o di guerra: non sono ritratte scene di battaglia, di nobili guerrieri, di prigionieri in catene. Non esistono sontuose sepolture di potenti regnanti o illustrazioni di scene in cui il potente capo tribù al momento del trapasso porta con sé nell’aldilà altri esseri umani sacrificandoli.
Sono completamente assenti dalle testimonianze archeologiche danni causati da guerre[ James Melaart Çatal Hüyük, Mc Graw-Hill New York 1967 cit. p53].
Il fatto di non aver trovato tracce di fortificazioni, di grandi depositi di armi o di una tecnologia legata alla costruzione di armi da lancio, dimostra che questi popoli erano miti e pacifici[ L’assenza caratteristica di massicce fortificazioni e di armi da lancio dimostra il carattere pacifico della maggior parte di queste popolazioni amanti delle arti Marija Gimbutas The Early Civilization of Europe Monograph for Indo-European Studies 131, 1981 cap. 2 p 17]. 
Alcune sporadiche armi appaiono solo a poco a poco, progressivamente, costruite quasi certamente per difendersi dalle invasioni di popoli nomadi.
Nel momento in cui si iniziarono a costruire tecnologie di distruzioni sempre più efficienti si intuisce che vi è un sostanziale cambio di pensiero. L’idea di potere come capacità di sostenere e alimentare la vita viene sostituita con il potere di dominare e distruggere mediante la spada affilata. [Riane Eisler, Il calice e la spada, saggi Frassinelli ed. 2006 p99]

       

assemblea dee serpente Cucuteni iniziale                 coppia da Smirne
Moldavia Romania nord orientale                            I secolo a.C.
4800 4600 a.C.

La comparsa delle gerarchie e della proprietà privata coinciderebbe con il dominio maschile sulla donna e il mutamento da matrilinearità a patrilinearità[ Friedrich Engels l’origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato ed. riuniti roma 2005].
Le lunghe invasioni dei popoli Kurgan che provenivano dall’Asia e dall’Europa e degli antichi semiti (Ebrei) sembra abbiano provocato la distruzione delle società gilaniche. Governati da potenti sacerdoti guerrieri che servivano gli dei della guerra imposero le loro ideologie e il loro stile di vita. Il Dio viene rappresentato sempre tramite le sue armi che simboleggiano i suoi poteri e le sue funzioni[ Marija Gimbutas, The beginning of the Bronze Age in Europe and the Indo-European studies: 3500-2500 a.C.]. 



il sovrano Assiro Ashurnasirpal II
Nimrud (antica Kalkhu)
883 859 a.C.
British Museum Londra

La loro organizzazione sociale era impostata secondo il modello dominatore con una struttura sociale gerarchica e autoritaria (Ariete), in cui vi era una netta divisione fra maschile e femminile, con forte violenza sociale e bellicosità (Ariete) e utilizzo di armi [ Marija Gimbutas, The beginning of the bronze age in Europe and the indo-European studies: 3500-2500 a.c.].
Dai corredi funerari rinvenuti nelle tombe Kurgan si nota subito la sacralità delle armi, la glorificazione della lama affilata (Marte); il maggiore valore è il potere che toglie la vita in accordo con il primo principio dominatore: la forza legittima sempre il diritto. È il potere del Saturno del Capricorno, legato a Marte ed a Urano, il dominio prevaricatorio puro e semplice.


arcieri Assiri
XIII secolo a.C.

Viene ipotizzato un pensiero “non duale” (Ariete): la categoria mentale della contrapposizione tipica del sistema A Maschile si sostituisce a quella della Trasformazione (Nettuno) rispondendo così alla dialettica dei pianeti opposti Y-Nettuno.
I popoli nomadi corrispondono dialetticamente allo Scorpione[ Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 pag. 183].

Lo Zodiaco A maschile inizia con l’Ariete e il secondo settore è occupato dal Toro. Dialetticamente lo Zodiaco A femminile inizia con la Bilancia e procede con lo Scorpione. Sembra quasi che nel secondo settore dello Zodiaco vi sia il deterrente del ciclo.

Nello Zodiaco A maschile sarà il matriarcato –Toro a segnare la fine del ciclo come nello Zodiaco A femminile è stato il patriarcato-Scorpione – i popoli nomadi che ne hanno decretato il termine.



Il modello mutuale viene dunque sostituito con il modello dominatore tramite lo strumento privilegiato dell’Ariete: la guerra. Ma non solo. L’assorbimento e il conseguente annientamento ideologico parte anche con l’appropriazione e la trasformazione dei simboli religiosi nonché nella eliminazione metodica di tutte quelle informazioni ritenute eretiche[ “Graves ha parlato a lungo dell’eliminazione di divinità femminili voluta dal patriarcato, eliminazione che potrebbe benissimo riflettersi nella simbologia zodiacale”. Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, trattato di Astrologia dialettica, Longanesi 1990 pag. 286]. Per riuscire a sostituire gli antichi poteri che governavano l’Universo con le potenti divinità della spada era necessario rimuovere l’autorità della Dea, e della donna quale sua rappresentante terrena. La società patriarcale è storicamente retta da un pantheon religioso di carattere maschile, in cui la sottomissione delle donne è stabilita per ordine divino[ Jane Harrison, Prolegomena to the study of Greek religion, Merlin Press Londra 1903, 1962 p 260-3].
La Dea fu così trasformata in una divinità guerriera, oppure retrocessa al rango di consorte del Dio. Il serpente, antico emblema della saggezza della Dea o il Toro della suprema potenza, divennero nelle rappresentazioni successive, Satana simbolo del male assoluto associato alla donna colpevole di tutte le sciagure dell’umanità [Riane Eisler, Il calice e la spada, saggi Frassinelli ed. 2006 Pag. 154].

      

Venere di Laussel                                  Athena Giustiniani
Francia                                                 Museo Pushkin 
20.000 a.C.                                           V IV secolo a.C.

Sembra che i popoli dell’Antica Europa, in particolare i cretesi, abbiano ridotto e sublimato la loro aggressività grazie ad una vita sessuale libera ed equilibrata. [Jacquetta Hawkes p156 dawn of the gods: minoan and mycenaean origins of greece random house new york 1968].
Un cambiamento importante apportato dai conquistatori, nomadi e bellicosi, fu la perdita del diritto di scelta da parte delle donne del compagno ed il divieto ad utilizzare un primitivo metodo di controllo delle nascite. 
Tutto ciò portò alla fine della libertà sessuale e riproduttiva della donna e alla conseguente sovrappopolazione che viviamo ora dovuta all’imperativo del patriarcato, il biblico “crescete e moltiplicatevi”. [Riane Eisler, Il calice e la spada, saggi Frassinelli ed. 2006 p 156] [ Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 pag. 274].

Nello Zodiaco A femminile il 5° settore, corrispondente alla casa 5°, è l’Aquario, che potrebbe confermare il fatto che nel ciclo matriarcale vi sia uno stretto controllo delle nascite, con un atteggiamento molto libertario riguardo al sesso. Nel secondo settore, poi, troviamo lo Scorpione che rappresentando la carica attiva della sessualità maschile pone l’accento su una sessualità sperimentalista[ Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 Pag. 186].
La Morpurgo considera il “diritto alla promiscuità “la chiave di volta del matriarcato”[ “Diritto alla promiscuità, chiave di volta del matriarcato” Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, trattato di astrologia dialettica, ed. Longanesi 1990 pag. 255 pag. 259].


Il mistero della rigenerazione e della rinascita veniva esemplificato con la figura della Dea e del giovane dio, il figlio-consorte della Dea, oppure in epoca più antica con la presenza di raffigurazioni femminili quasi androgine, con lunghi colli fallici o raffigurazione falliche talvolta munite di seno femminile.[ Gimbutas p217 the Goddesses and the Gods of Old Europe 6500-3500 B.C. University of California Press, Berkeley and Los Angeles 1982] La raffigurazione del fallo, in questo contesto, aveva probabilmente la funzione di aumentare il potere rigeneratrice della Dea[ Marija Gimbutas, Le Dee viventi, medusa ed. 2005 pag. 72].

 
Grande Madre dai glutei uovo             Dea Serpente Kato Ierapetra
Ungheria sud orientale                       Creta 5000 a.C.
5500 a. C.

Si potrebbe ipotizzare che nel ciclo femminile-matriarcale il desiderio di gravidanza diventi l’aspirazione ad una riproduzione sessuale senza fecondazione[ Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 Pag. 250]. Avanzerei l’ipotesi invece di una aspirazione all’unione di femminile e maschile quale idea di perfezione, come testimoniano le varie statuette della Dea con ambedue gli attributi sessuali o il mito di Aristofane nel Simposio di Platone[ Durante il simposio, prende la parola anche il commediografo Aristofane e dà la sua opinione sull’amore narrando un mito. Un tempo – egli dice – gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v’era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all’antica perfezione. Platone, Simposio trad. it. Franco Ferrari].

 
Grande Madre uovo                              Grande Madre Starcevo Anza II
Szajol Felsofold Ungheria orientale         Macedonia 5800 5600 a.C.
5550 a.C.

Sia il Toro che la Bilancia hanno in sé una visione complessa e onnicomprensiva dell’esistenza, che si oppone all’unilateralità un po’ esclusiva della visione maschile. È un concetto che ritroviamo per certi versi anche all’interno delle scienze cognitive[ Scuola operativa italiana. Premessa teorico metodologica al glossario: il dinamismo attenzionale costitutivo dell’attività mentale – 2013 G.O.R.L. pag. 3]. La Scuola operativa, in particolare, ha notato che ci sono due modi fondamentali di guardare il mondo attorno a noi. Con il nome di “modalità attenzionale costitutiva della coppia” si descrive un modo di osservare legato ad una visione unitaria e complessiva: si stabilisce mentalmente un rapporto fra due cose ma non si sceglie fra i due elementi analizzati, cioè si esaminano contemporaneamente. Ecco la visione Bilancia esemplificata dalla foto affianco. In questo caso nel dipinto di Raffaello vedremo una maternità.



È un modo di osservare ben diverso, da quello che le scienze cognitive chiamano “modalità attenzionale costitutiva del due”: in questo caso accade che se si osservano due elementi, l’attenzione è sempre rivolta prima su di un elemento e poi sull’altro facendo in modo così che i due elementi rimangano distinti, non si fondono per creare una visione d’insieme. Ecco la visione Ariete con cui vedremo “Madonna con bambino”.
Le due foto sono identiche, cambiando solo in modo con cui le osserviamo cambia però il concetto che esprimono.



Le caratteristiche del ciclo patriarcale, che conosciamo tutti, spaziano dall’odio per la natura/donna e dal desiderio di dominarla, alla crudeltà contro gli animali e alla paura irrazionale per un improbabile calo della popolazione.
Scrive Lisa Morpurgo:
“Tale inversione di totem e di tabù porterà inevitabilmente a effetti uguali e contrari, ossia a un’estinzione per sovrappopolazione e per arsura che determinerà nei futuri naufraghi patriarcali l’atteggiamento mentale necessario per accettare un nuovo matriarcato [Lisa Morpurgo, Il Convitato di Pietra, ed. Longanesi 1990 Pag. 290]”.

       

gli amanti di Gumelnita                        Giove implorato da Teti
cultura Karanovo Balcani orientali          Jean Auguste Dominique Ingres
5000 - 4750 a. C.                                olio su tela 1811
basso Danubio Romania meridionale

Bibliografia

I percorsi dello sguardo - Pino Parini. Ed.Artemisia. Falconara
Il Convitato di pietra – Lisa Morpurgo. Ed. Longanesi 1990
La natura dei segni – Lisa Morpurgo. Ed. Longanesi 1989
La natura dei pianeti – Lisa Morpurgo. Ed. Longanesi 1986
Il Calice e la Spada – Riane Eisler, saggi Frassinelli ed. 2006
Il linguaggio della Dea. Mito e culto della Dea madre nell’Europa neolitica - Marija Gimbutas, Ed. Longanesi 1989
Le Dee viventi – Marija Gimbutas, edizioni Medusa 2005
 
 
 
 
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